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	<title>Sicilia Futura &#187; Cronaca nera</title>
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		<title>BOLOGNA Il consulente ucciso e sepolto in un bosco</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 08:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Era stato rapito luned&#236;, sarebbe stato ammazzato subito. Arrestate due persone, adesso si cercano i complici
Dal nostro inviato &#160;Francesco Alberti 
&#160;
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BOLOGNA &#8211; Morto. Il vi&#173;so gonfio. Come se l&#8217;avesse&#173;ro picchiato. Il corpo era sot&#173;to terra, coperto da un telo, tra i boschi dell&#8217;Appennino forlivese, a Tredozio. Silvano Azzolini, 69 anni, consulente finanziario, era scomparso da [...]]]></description>
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<h2>Era stato rapito luned&igrave;, sarebbe stato ammazzato subito. Arrestate due persone, adesso si cercano i complici</h2>
<p><span class="firma"><font size="2">Dal nostro inviato &nbsp;<strong>Francesco Alberti</strong></font></span> <br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BOLOGNA</strong> &#8211; Morto. Il vi&shy;so gonfio. Come se l&rsquo;avesse&shy;ro picchiato. Il corpo era sot&shy;to terra, coperto da un telo, tra i boschi dell&rsquo;Appennino forlivese, a Tredozio. Silvano Azzolini, 69 anni, consulente finanziario, era scomparso da luned&igrave; scorso, quando tre uomini incappucciati lo ave&shy;vano immobilizzato e carica&shy;to su un furgone a Villanova di Castenaso, alle porte di Bo&shy;logna. Due italiani sono stati fermati ieri sera con l&rsquo;accusa di sequestro di persona a sco&shy;po di estorsione con l&rsquo;aggra&shy;vante dell&rsquo;omicidio volonta&shy;rio. Gli uomini della Dda, che stanno conducendo l&rsquo;in&shy;chiesta, stanno ora cercando di risalire al resto della ban&shy;da. L&rsquo;ipotesi &egrave; quella di un gruppo formato da italiani e stranieri.</p>
<p><b>Al sequestro di Azzolini, lu&shy;ned&igrave; scorso</b>, hanno assistito alcuni testimoni, che hanno anche colto la frase rivolta da uno dei rapitori ad un com&shy;plice: &laquo;Aiuta me&raquo;. Un seque&shy;stro difficile da decifrare. La situazione patrimoniale di Azzolini non era infatti tale da giustificare un rapimento a scopo di estorsione. Ci&ograve; che invece poteva interessa&shy;re i banditi era il fitto busi&shy;ness messo in piedi negli ulti&shy;mi anni dal consulente finan&shy;ziario. Nonostante le preca&shy;rie condizioni di salute (era sofferente di cuore e di diabe&shy;te), Azzolini era stato infatti capace di tessere una serie di rapporti professionali che an&shy;davano dalle intermediazio&shy;ni immobiliari e finanziarie al commercio di legname e di schede telefoniche. Un&rsquo;atti&shy;vit&agrave; che lo portava spesso al&shy;l&rsquo;estero (Svizzera, Germania e Serbia, dove aveva anche una donna) e che, sospetta&shy;no gli inquirenti, gli avrebbe consentito di mettere da par&shy;te un discreto patrimonio.</p>
<p><b>Era probabilmente a que&shy;sto che puntavano</b> i rapitori: non tanto a un riscatto quan&shy;to a costringere Azzolini a consegnare loro le chiavi d&rsquo;accesso per arrivare al &laquo;te&shy;soretto&raquo;. Un piano per&ograve; anda&shy;to in fumo: dai primi rileva&shy;menti emerge infatti che la morte dell&rsquo;uomo risale al giorno stesso del sequestro. L&rsquo;altra ipotesi &egrave; che il rapi&shy;mento fosse invece finalizza&shy;to ad un regolamento di con&shy;ti. In passato, Azzolini era pi&ugrave; volte incappato nelle ma&shy;glie della giustizia, finendo sotto inchiesta per truffa e false fatturazioni. E forse qualcuno ha voluto fargliela pagare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- google_ad_section_end --></p>
<p class="footnotes">
<strong><font color="#cc2026">05 giugno&nbsp;2009</font></strong> <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_05/">http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_05/</a></p>
<p><!-- Tutti --><br class="clear" /><br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>OPERAZIONE DEI CC CONTRO LA MAFIA, 35 ARRESTI</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 10:01:11 +0000</pubDate>
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&#160;2009-04-20 08:22
CATANIA &#8211; Carabinieri del comando provinciale di Catania stanno eseguendo un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 37 persone indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e sequestro di persona. L&#8217;operazione, coordinata dalla Dda etnea, &#232; ancora in corso. Tra gli indagati ci sono presunti esponenti delle cosche [...]]]></description>
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<p>&nbsp;2009-04-20 08:22</p>
<p>CATANIA &#8211; Carabinieri del comando provinciale di Catania stanno eseguendo un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 37 persone indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e sequestro di persona. L&#8217;operazione, coordinata dalla Dda etnea, &egrave; ancora in corso. Tra gli indagati ci sono presunti esponenti delle cosche Laudani e Mazzei. Le indagini dei militari dell&#8217;Arma hanno permesso di fare luce anche su un sequestro di persona: quello di un buttafuori di una discoteca &#8216;colpevole&#8217; di non avere fatto entrare alcuni boss del gruppo. Il giovane fu successivamente prelevato e picchiato a sangue. Gli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale di Catania avrebbero permesso di verificare l&#8217;esistenza di un giro di finanziamenti nei confronti di societ&agrave; riconducibili alle due organizzazioni criminali. L&#8217;inchiesta &egrave; coordinata dal procuratore capo Vincenzo D&#8217;Agata e dai sostituti Giovannella Scaminaci e Iole Boscarino della Direzione distrettuale antimafia di Catania.</p>
<p>Nell&#8217;operazione, denominata &#8216;Abisso 2&#8242;, sono impegnati circa duecento carabinieri che stanno eseguendo l&#8217;ordinanza cautelare a Catania, Napoli, Siracusa e Messina. Attualmente sono 35 le persone arrestate, ritenute riconducibili ai clan mafiosi catanesi Laudani e Mazzei. Tra di loro ci sarebbero gli attuali reggenti della cosca Laudani. Le indagini dei militari dell&#8217;Arma, coordinate dalla Dda della Procura della Repubblica di Catania, hanno permesso di scoprire e sgominare un presunto cartello criminale costituito dai due clan mafiosi catanesi, storicamente contrapposti, per l&#8217;acquisto di cocaina, hashish e marijuana da gruppi camorristici napoletani e alla successiva gestione del suo spaccio nel capoluogo etneo, nella fascia pedemontana ionica e a Siracusa.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/">http://www.ansa.it/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IMMIGRAZIONE: MAXISBARCO A LAMPEDUSA</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 17:53:43 +0000</pubDate>
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PALERMO -&#160; Maxi sbarco stamane a Lampedusa. Su tre diversi barconi centinaia di migranti sono arrivati nell&#8217;isola. La prima imbarcazione approdata trasportava&#160; 239 persone, tra cui 45 donne e due bambini. Il barcone era stato intercettato a 13 miglia a sud dell&#8217;isola da una motovedetta della Guardia costiera e da un pattugliatore della Guardia di [...]]]></description>
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<p><img alt="" src="http://www.siciliafutura.com/blog/wp-content/uploads/8c48a46446b01abf658dd3ec04440574.jpg" /></p>
<p>PALERMO -&nbsp; Maxi sbarco stamane a Lampedusa. Su tre diversi barconi centinaia di migranti sono arrivati nell&#8217;isola. La prima imbarcazione approdata trasportava&nbsp; 239 persone, tra cui 45 donne e due bambini. Il barcone era stato intercettato a 13 miglia a sud dell&#8217;isola da una motovedetta della Guardia costiera e da un pattugliatore della Guardia di finanza. Gli extracomunitari, di diverse etnie, stanno per essere accompagnati nel centro di accoglienza: le loro condizioni di salute sono buone.&nbsp; E mentre erano in corso le operazioni di identificazione, altri 62 immigrati prevalente mente somali, tra cui 15 donne, sono arrivati a Lampedusa.&nbsp; Sul terzo barcone altri 46 migranti su un gommone sono stati soccorsi da una motovedetta dei carabinieri. Gli extracomunitari stanno per approdare in porto dove, sulla banchina, si trovano gli oltre 300 immigrati giunti questa mattina su altri due barconi. Tutti stanno per essere imbarcati sulla nave di linea per Porto Empedocle.</p>
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		<title>OMICIDIO AMBROSIO: PRESI GLI ASSASSINI, E&#8217; BANDA DI ROMENI</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 17:48:13 +0000</pubDate>
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&#160;2009-04-16 18:04ansa.it/

NAPOLI &#8211; Il questore di Napoli Santi Giuffr&#233; considera &#34;risolto il caso&#34; del duplice omicidio Ambrosio ed afferma che &#34;gli elementi a carico dei tre immigrati romeni fermati sono schiaccianti&#34;. Giuffr&#233; ha parlato con i cronisti poco prima dell&#8217;inizio della conferenza stampa convocata in procura dopo i fermi dei tre romeni.
Insulti e urla, davanti [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.ansa.it/"><font color="#000000">&nbsp;2009-04-16 18:04</font>ansa.it/</a></p>
<p><img height="172" alt="" width="115" src="http://www.siciliafutura.com/blog/wp-content/uploads/re216x6hX_20090416.jpg" /></p>
<p>NAPOLI &#8211; Il questore di Napoli Santi Giuffr&eacute; considera &quot;risolto il caso&quot; del duplice omicidio Ambrosio ed afferma che &quot;gli elementi a carico dei tre immigrati romeni fermati sono schiaccianti&quot;. Giuffr&eacute; ha parlato con i cronisti poco prima dell&#8217;inizio della conferenza stampa convocata in procura dopo i fermi dei tre romeni.</p>
<p>Insulti e urla, davanti alla Questura di Napoli, all&#8217;uscita dei tre fermati. Una quarantina di persone, attirata dalla presenza dei fotografi, ha inveito contro i romeni accusati del duplice efferato delitto messo in atto nella villa di Ambrosio, a Posillipo, quartiere di Napoli, nella notte tra marted&igrave; e mercoled&igrave; scorso.</p>
<p>E&#8217; stato il romeno di 22 anni &#8211; fermato stamane dalla polizia con l&#8217;accusa di aver partecipato al duplice omicidio dei coniugi Ambrosio &#8211; a consentire l&#8217;individuazione dei due presunti complici attualmente sotto interrogatorio in questura. Al giovane si &egrave; giunti grazie a intercettazioni telefoniche, in quanto ha utilizzato poco dopo il delitto uno dei telefonini rubati nella villa.</p>
<p><strong>NON SAPEVO CHE FACEVO</strong><br />
&quot;Ho ucciso due persone, colpendole, e non mi rendevo neanche conto di quello che facevo&quot;. Questo un brano della telefonata intercettata dalla polizia di Marius Acsiniei, il 22enne ex giardiniere di Villa Ambrosio che ha chiamato la madre per raccontare l&#8217;accaduto. I tre immigrati &#8211; hanno affermato gli inquirenti in una conferenza stampa &#8211; avevano bevuto vino e champagne ed erano anche sotto l&#8217;effetto dell&#8217;alcol quando hanno aggredito ed ucciso l&#8217;imprenditore Ambrosio e la moglie. L&#8217;arma utilizzata sarebbe una chiave ad N utilizzata per svitare i bulloni delle ruote di automobile, ma non &egrave; stata trovata.</p>
<p><strong><br />
DOMANI L&#8217;AUTOPSIA PER CHIARIRE TEMI E DINAMICA</strong><br />
Sar&agrave; eseguita domani l&#8217;autopsia sui cadaveri dell&#8217; imprenditore Franco Ambrosio e della moglie Giovanna Sacco, uccisi nella loro villa a Posillipo nella notte tra marted&igrave; e mercoled&igrave;. Dai risultati dell&#8217; esame autoptico gli investigatori si attendono risposte ad alcuni interrogativi: la morte di Ambrosio &#8211; secondo una valutazione basata sulla temperatura dei corpi &#8211; risalirebbe ad almeno 30 minuti prima della morte della moglie. Da accertare anche se l&#8217; ex &quot;re del grano&quot; abbia tentato di reagire quando ha visto i ladri. Il corpo contundente con cui i due sono stati colpiti alla testa non &egrave; stato individuato e, dal numero dei colpi inferti, si potr&agrave; anche comprendere se la banda che ha aggredito i coniugi abbia infierito con l&#8217; intenzione di uccidere vibrando numerosi colpi.</p>
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		<title>UCCISO A NAPOLI IL &#8216;RE DEL GRANO&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 10:18:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[NAPOLI&#160; &#8211; I corpi senza vita di Franco Ambrosio, patron della Italgrani, di 77 anni, e della moglie sono stati ritrovati dal figlio nella loro villa in ristrutturazione a Napoli, nel quartiere di Posillipo.

I due corpi erano in una pozza di sangue: Franco Ambrosio era in pigiama, la moglie, Giovanna Sacco, era vestita ed e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.siciliafutura.com/blog/wp-content/uploads/image/ambrosio.jpg" />NAPOLI&nbsp; &#8211; I corpi senza vita di Franco Ambrosio, patron della Italgrani, di 77 anni, e della moglie sono stati ritrovati dal figlio nella loro villa in ristrutturazione a Napoli, nel quartiere di Posillipo.<strong><br />
</strong><br />
I due corpi erano in una pozza di sangue: Franco Ambrosio era in pigiama, la moglie, Giovanna Sacco, era vestita ed e&#8217; stata ritrovata in un disimpegno. A ritrovare i corpi, secondo quanto riferisce la polizia, &egrave; stato un operaio che ha avvertito il 113 e il figlio. Le telefonate sono arrivate alla Questura tra le 8 e le 8.30. <br />
<strong><br />
</strong>Nella villa sta operando la polizia scientifica di Napoli, presente anche il capo della squadra mobile, Vittorio Pisani. Insieme ai figli dell&#8217;imprenditore ucciso, gli agenti stanno effettuando un sopralluogo per accertare eventuali ammanchi di soldi o oggetti di valore e poter dimostrare cosi&#8217; che l&#8217;omicidio possa essere la conseguenza di una rapina. </p>
<p>In azione anche i vigili del fuoco del Saf (Scalatori alpini fluviali) che stanno effettuando rilievi sul terreno roccioso a picco sul mare antistante la villa dove sono stati uccisi i coniugi Ambrosio.</p>
<p>Il loro compito sar&agrave; di trovare eventuali tracce di rapinatori che potrebbero avere avuto accesso alla villa dal mare. Alla residenza degli Ambrosio si accede infatti sia dal cancello al numero 36 di Discesa Gaiola, sia da un accesso privato via mare della villa stessa. I due accessi non erano sorvegliati. <br />
<strong></p>
<p>Un crimine efferato</strong>: &egrave; cos&igrave; che la polizia definisce il duplice omicidio. Le vittime sono state ritrovate con il cranio sfondato, molto probabilmente sono stati colpiti con un bastone. Ritrovata anche una finestra rotta e disordine in casa, molti gli oggetti rovistati. Al momento la polizia non esclude alcuna ipotesi. Tra le pi&ugrave; attendibili un tentativo di rapina.</p>
<p>Franco Ambrosio &egrave; stato per anni definito &#8216;re del grano&#8217;. Colosso del settore, la Italgrani per anni &egrave; stata diretta da Ambrosio, imprenditore che fu anche coinvolto in vicende giudiziarie. In Italia, nel passato, Ambrosio raggiunse un giro d&#8217;affari di 1.300 miliardi di lire.<br />
<strong><br />
UN VICINO DI CASA: LA NOSTRA STRADA NON E&#8217; SICURA</strong><br />
&quot;Insieme con Ambrosio abbiamo combattuto pi&ugrave; volte inutilmente una battaglia per una maggiore sicurezza di questa strada che di notte &egrave; assediata da drogati e sbandati&quot;. Cos&igrave; Nando Ribecco, vicino di casa dei coniugi Ambrosio, racconta il disagio gi&agrave; denunciato diverse volte dagli abitanti della zona. </p>
<p>&quot;Avevamo chiesto pi&ugrave; volte una video-sorveglianza &#8211; spiega &#8211; perch&eacute; di sera la discesa Gaiola non &egrave; sicura. Anch&#8217;io ho subito una rapina quando non eravamo in casa&quot;. Intorno alla villa di Ambrosio e alle altre ville confinanti non ci sono telecamere e, secondo quanto riportato dai vicini, gli Ambrosio non avevano cani da guardia.</p>
<p>Fonte Ansa.it</p>
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		<title>Imprenditore Vittoriese si da fuoco</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 09:52:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vittoria Si da fuoco all&#8217;interno della propria auto. Ora &#232; in gravi condizioni al &#34;Cannizzaro&#34; di Catania. G.L., 49 anni, si &#232; dato fuoco ieri sera nei pressi del commissariato di Vittoria all&#8217;interno della su Golf. Alcuni testimoni lo hanno visto che correva in fiamme, come una torcia umana. Lo hanno salvato due poliziotti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vittoria Si da fuoco all&#8217;interno della propria auto. Ora &egrave; in gravi condizioni al &quot;Cannizzaro&quot; di Catania. G.L., 49 anni, si &egrave; dato fuoco ieri sera nei pressi del commissariato di Vittoria all&#8217;interno della su Golf. Alcuni testimoni lo hanno visto che correva in fiamme, come una torcia umana. Lo hanno salvato due poliziotti e dei passanti utilizzando un estintore, per poi spogliarlo dei resti dei vestiti carbonizzati. Si tratta di un imprenditore agricolo vittoriese, incensurato, sposato e padre di figli. Non si esclude il tentato omicidio I Vigili del fuoco di Vittoria hanno spento le fiamme all&acute;interno dell&acute;auto. G.L. &egrave; stato trasportato al &laquo;Guzzardi&raquo; in prognosi riservata e subito dopo trasferito al &laquo;Cannizzaro&raquo; di Catania. Le sue condizioni sarebbero gravi per via delle ustioni di primo e secondo grado riportate su buona parte del corpo</p>
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		<title>Un incendio di probabile matrice dolosa</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 09:47:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Scicli Un incendio di probabile matrice dolosa ha distrutto oggi pomeriggio un villino in legno di via Marettimo a Bruca, di propriet&agrave; di Angelo Trovato, 68 di Scicli. L&rsquo;uomo &egrave; personaggio molto conosciuto in citt&agrave;, per ave ricoperto, negli anni settanta, la carica di sindaco, e in epoca pi&ugrave; recente, di presidente di un&rsquo;importante cooperativa di distribuzione di alimentari. L&rsquo;episodio di oggi &egrave; il secondo avvertimento di cui la famiglia dell&rsquo;imprenditore sciclitano, ancora oggi impegnato in alcune attivit&agrave; commerciali della grande distribuzione locale, &egrave; stata destinataria. Stamattina ignoti si erano introdotti all&rsquo;interno dell&rsquo;abitazione del figlio, poco lontano dalla casa incendiata nel pomeriggio, avevano ammassato i mobili e dopo avevano allagato l&rsquo;abitazione. Pi&ugrave; tardi il metodo usato &egrave; stato quello del fuoco. Si tratta della casa di villeggiatura della famiglia. Il contatore dell&rsquo;energia elettrica era staccato, ragion per cui si esclude l&rsquo;ipotesi del corto circuito. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri. A quanto pare le fiamme covavano sin dalle ore 13, e solo nel primo pomeriggio sono divampate in tutta la loro gravit&agrave;, inducendo i residenti a lanciare l&rsquo;allarme. L&rsquo;abitazione si sviluppava su una superficie di cinquanta metri quadri, pianoterra e primo piano, oltre a una sorta di cantina. I danni sono ingenti. Le fiamme hanno trovato facile esca nel legno con cui il villino era stato interamente realizzato. Da una prima stima i danni ammontano a oltre centomila euro. Sul posto, ad assistere alle operazioni di spegnimento, che hanno impegnato una squadra dei vigili del fuoco sino a sera, il proprietario della casa, e i suoi figli. Un gesto gravissimo, quello di cui l&rsquo;imprenditore e la sua famiglia &egrave; rimasto vittima, e che fa ripiombare Scicli indietro di una ventina d&rsquo;anni, nella stagione degli incendi alle case di personaggi che avevano avuto ruoli di responsabilit&agrave; pubblica in passato. Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Modica. Scicli news</p>
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		<title>In Sicilia erano sotto tiro un banchiere e un imprenditore</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 09:44:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovanni Cartia, il banchiere che doveva essere rapito in Sicilia dalla banda guidata dall&#8217;ex Br Calogero La Mantia, fa parte della storica famiglia che partecip&#242; nel 1889 alla fondazione della Banca popolare cooperativa di Ragusa, oggi Banca Agricola popolare. Mite ma tutto d&#8217;un pezzo, Giovanni Cartia, che oggi ha 81 anni, ha seguito le orme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Cartia, il banchiere che doveva essere rapito in Sicilia dalla banda guidata dall&rsquo;ex Br Calogero La Mantia, fa parte della storica famiglia che partecip&ograve; nel 1889 alla fondazione della Banca popolare cooperativa di Ragusa, oggi Banca Agricola popolare. Mite ma tutto d&rsquo;un pezzo, Giovanni Cartia, che oggi ha 81 anni, ha seguito le orme del nonno Luigi e del padre Giovambattista, ricoprendo diversi ruoli nella Banca popolare, che ha segnato la sua intera carriere di banchiere. Dopo un&rsquo;esperienza nella Banca del Lavoro di Catania e come preposto della succursale di Comiso della Banca Agricola Popolare, nel 1961 &egrave; responsabile dell&rsquo;ufficio fidi presso la sede centrale della Agricola Popolare; nominato condirettore nel 1965, il Consiglio di amministrazione nel 1970 gli conferisce l&#8217;incarico di direttore centrale, poi direttore generale. A partire dal 1971 la Banca che opera a Ragusa con 19 sportelli, sotto la direzione di Giovanni Cartia e la presidenza del padre Giovambattista, apre nuove agenzie e penetra nella provincia di Catania. Per 31 anni Giovanni Cartia guida la Banca &laquo;di famiglia&raquo;, fino al 2001 quando lascia l&rsquo;incarico di direttore generale per assumere quello di vice presidente del Cda e amministratore delegato. In questo ruolo il banchiere rafforza la sua figura di punto di riferimento di una intera comunit&agrave;. Nel 2002 assume anche la carica di presidente della Banca che, dopo aver acquisito dieci sportelli dal Banco di Sicilia, oggi opera con 96 agenzie in Sicilia e una a Milano. Volevano rapire anche Vincenzo Cavallaro imprenditore di Gela, davanti alla cui villa alcuni criminali erano appostati per scegliere il momento giusto per incappucciarlo e portarselo via. In entrambi i casi, i malviventi avevano individuato un covo sicuro a Comiso. -Gazzetta del mezzogiorno-</p>
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		<title>Volevano rapire il presidente Bapr Giovanni Cartia</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 09:42:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gela Era il banchiere ragusano Giovanni Cartia, presidente della Banca agricola popolare di Ragusa, la vittima designata dalla stidda di Gela, in collaborazione con un ex Br che volevano sequestrare il facoltoso imprenditore. Dall&#8217;indagine, che all&#8217;alba di oggi ha portato a sette arresti nel Nisseno, emerge che gli indagati avrebbero dovuto rapire l&#8217;uomo nei prossimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gela Era il banchiere ragusano Giovanni Cartia, presidente della Banca agricola popolare di Ragusa, la vittima designata dalla stidda di Gela, in collaborazione con un ex Br che volevano sequestrare il facoltoso imprenditore. Dall&#8217;indagine, che all&#8217;alba di oggi ha portato a sette arresti nel Nisseno, emerge che gli indagati avrebbero dovuto rapire l&#8217;uomo nei prossimi giorni, prima di Pasqua. Per questo motivo erano stati studiati tutti i movimenti del banchiere e perfino effettuati dei sopralluoghi. Era pronto anche il covo da usare, nei pressi di Comiso . L&#8217;obiettivo dell&#8217;ex br Calogero La Mantia e del gruppo mafioso della &quot;Stidda&quot; era il banchiere Giovanni Cartia, presidente della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Gli indagati avevano studiato i movimenti dell&#8217;uomo ed effettuato sopralluoghi. Il piano stava per scattare e doveva essere messo a segno nei prossimi giorni. Anche il covo in cui doveva essere portato Cartia era stato preparato nei pressi di Comiso (Ragusa). Cartia &egrave; uno degli uomini pi&ugrave; facoltosi della Sicilia l&#8217; altro sequestro di persona che doveva essere eseguito riguardava l&#8217;imprenditore edile gelese Vincenzo Cavallaro. (Scicli news)</p>
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