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	<title>Sicilia Futura &#187; atto</title>
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		<title>Consorzio Autostrade Siciliane, avviso di garanzia per Nino Minardo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 06:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Messina &#8211; La procura di Messina ha emesso sei informazioni di garanzia nell&#8217;ambito di una inchiesta aperta nei confronti delle due gestioni del consorzio autostrade siciliane. Ad essere iscritti nel registro degli indagati i due ex presidenti del Cas, Nino Minardo e Patrizia Valenti, i membri del Consiglio di amministrazione Carmelo Torre, Angelo Paffumi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" style="width: 130px; height: 187px" src="http://www.sciclinews.com/immagini_articoli/1246362501_nino-minardo.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">Messina &#8211; La procura di Messina ha emesso sei informazioni di garanzia nell&rsquo;ambito di una inchiesta aperta nei confronti delle due gestioni del consorzio autostrade siciliane. Ad essere iscritti nel registro degli indagati i due ex presidenti del Cas, Nino Minardo e Patrizia Valenti, i membri del Consiglio di amministrazione Carmelo Torre, Angelo Paffumi e Giuseppe Faraone e il funzionario dell&rsquo;ente, Felice Siracusa.</p>
<p>&nbsp;Le accuse per tutti sono di abuso d&rsquo;ufficio e rifiuto-omissione di atti d&rsquo;ufficio per tre diverse vicende.</span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;<font face="Times New Roman" size="4">C&#8217;&egrave; un &quot;atto visibile&quot; per l&#8217;inchiesta sul Consorzio autostrade siciliane, che ha scandagliato le ultime due gestioni amministrative che si sono succedute nel tempo. Quella del modicano Antonino Minardo e quella molto pi&ugrave; recente della siracusana Patrizia Valenti, che solo da qualche giorno ha lasciato il passo al neo commissario messinese Manlio Munaf&ograve;. L&#8217;inchiesta era aperta da un paio di mesi ma l&#8217;atto &quot;visibile&quot; pi&ugrave; recente sono le sei informazioni di garanzia inviate dal sostituto procuratore di Messina Vincenzo Cefalo, con cui s&#8217;ipotizzano le accuse di abuso d&#8217;ufficio e rifiuto-omissione di atti d&#8217;ufficio per tre vicende distinte. Riguardano l&#8217;ex presidente Antonino &quot;Nino&quot; Minardo, i membri del CdA Carmelo Torre, Angelo Paffumi e Giuseppe Faraone, l&#8217;ormai ex presidente Patrizia Valenti e il funzionario dell&#8217;ente Felice Siracusa.<br />
Nella prima tranche d&#8217;indagine risultano coinvolti Minardo, Torre, Paffumi, Faraone e Siracusa, il primo come presidente, gli altri tre come membri del Consiglio direttivo e l&#8217;ultimo come dirigente generale facente funzioni.<br />
C&#8217;&egrave; al centro una delibera &quot;incriminata&quot;, che fu adottata il 20 settembre del 2007 con cui si affid&ograve; all&#8217;ingegnere Vincenzo Pozzi, ex supermanager dell&#8217;Anas, il ruolo di direttore generale del Consorzio autostrade siciliane.<br />
Questa nomina fu contestata all&#8217;epoca da alcuni membri del CdA (Dario La Fauci, Luigi Ragno e Ferdinando Cammissuli, che votarono contro in quella seduta di settembre, mentre furono a favore il presidente Minardo, il vicepresidente Carmelo Torre, Angelo Paffumi e Giuseppe Faraone), &egrave; fu poi oggetto di una formale richiesta di revoca da parte dell&#8217;architetto La Fauci, che sottoline&ograve; in particolare il mancato confronto fra curricula diversi ed &egrave; pi&ugrave; volte stato sentito in Procura su questa vicenda.<br />
L&#8217;abuso si sarebbe concretizzato perch&eacute;, semplificando, per un verso non ricorreva il presupposto dell&#8217;impossibilit&agrave; oggettiva di utilizzare personale interno, ed ancora perch&eacute; non venne espletata la cosiddetta procedura comparativa per la scelta del contraente, in concreto non venne esaminata nessun&#8217;altra candidatura.<br />
L&#8217;altro capo d&#8217;imputazione messo nero su bianco dal sostituto peloritano Vincenzo Cefalo &egrave; il rifiuto di atti d&#8217;ufficio, ma si sarebbe concretizzato in due vicende separate. La prima riguarda Minardo, Torre, Paffumi e Faraone, che sempre il 20 settembre del 2007 formalizzando la delibera di affidamento dell&#8217;incarico a Pozzi, con un compenso di 107.000 euro annui lordi, non hanno di conseguenza eseguito una sentenza del Tar del 2006 con cui si obbligava il Consorzio a procedere all&#8217;approvazione della graduatoria del concorso interno per titoli, proprio per coprire il posto di dirigente generale, e quindi anche la determina del commissario ad acta del maggio 2006 che aveva approvato la graduatoria.<br />
L&#8217;ultima vicenda di gestione del Cas che fa parte dell&#8217;inchiesta, ma in questo caso ci sono stati pi&ugrave; pronunciamenti da parte di tribunali amministrativi, riguarda l&#8217;ormai ex presidente Patrizia Valenti, la &quot;lady di ferro&quot; che aveva dato una sterzata verso la normalit&agrave;. Il reato che contesta il magistrato &egrave; sempre il rifiuto d&#8217;atti d&#8217;ufficio ma in questo caso la vicenda &egrave; diversa: la Valenti in qualit&agrave; di presidente del Cas nominata nell&#8217;aprile del 2008 dopo le dimissioni di Nino Minardo, ha rifiutato di eseguire un provvedimento del Tar di Catania che le imponeva l&#8217;assunzione immediata dell&#8217;avvocato Olivia Pintabona a direttore generale nonostante la diffida. La Pintabona con il Cas da tempo aveva avviato una vera e propria battaglia legale. Sempre in relazione a questa vicenda secondo il magistrato messinese c&#8217;&egrave; anche un profilo omissivo, perch&eacute; la Valenti non convoc&ograve; il Consiglio direttivo per deliberare il conferimento dell&#8217;incarico.</font></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">Nuccio Anselmo<br />
Gazzettadelsud</span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman"></p>
<p></span></span></p>
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		<title>BERLUSCONI: SARA&#8217; RITIRATO IL DDL SUI PARTIGIANI</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 09:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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di Alessandra Chini&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;ANSA&#160;&#160;&#160; 2009-04-27 11:00
ROMA &#8211; Il primo atto della &#34;nuova pacificazione&#34; politica lanciata ieri da Silvio Berlusconi a Onna &#232; il ritiro della proposta di legge che equipara repubblichini, partigiani e deportati. Norma contestata dal Pd che accoglie l&#8217;annuncio del premier come una &#34;buona notizia&#34;, un &#34;successo&#34;. Ma gli chiede un ulteriore passo, quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="153" alt="" width="230" src="http://www.siciliafutura.com/blog/wp-content/uploads/inf25xsvX_20090425.jpg" /></p>
<p><strong><em>di Alessandra Chini&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ANSA&nbsp;&nbsp;&nbsp; </em></strong>2009-04-27 11:00</p>
<p>ROMA &#8211; Il primo atto della &quot;nuova pacificazione&quot; politica lanciata ieri da Silvio Berlusconi a Onna &egrave; il ritiro della proposta di legge che equipara repubblichini, partigiani e deportati. Norma contestata dal Pd che accoglie l&#8217;annuncio del premier come una &quot;buona notizia&quot;, un &quot;successo&quot;. Ma gli chiede un ulteriore passo, quello di promettere in Parlamento, che non cambier&agrave; la Costituzione a maggioranza. &quot;Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge che sar&agrave; certamente ritirato&quot;, puntualizza il premier ribadendo di sperare nella possibilit&agrave; che &quot;il passato possa essere lasciato alle spalle per andare verso un comune sentimento nazionale&quot;, una &quot;nuova stagione di dialogo&quot;. </p>
<p>Gi&agrave; nel pomeriggio i capigruppo del Pdl alla Camera avevano preso le distanze da una proposta bollata come &quot;iniziativa personale&quot; del parlamentare socialista primo firmatario, Lucio Barani, nonostante siano quaranta i nomi dei deputati del Pdl in calce alla proposta. &quot;Il governo Berlusconi &#8211; avevano sottolineato Fabrizio Cicchitto e Italo Bocchino in una nota &#8211; non c&#8217;entra niente con questa proposta di legge e neanche il gruppo parlamentare del Pdl perch&eacute; essa &egrave;, infatti, una tipica iniziativa parlamentare individuale&quot;. Non solo. &quot;Essa nasce &#8211; puntualizzano &#8211; come iniziativa bipartisan, tant&#8217;&eacute; che registr&ograve; la firma di una serie di parlamentari, non solo del Pdl, ma anche del Pd come gli onorevoli Corsini, Fogliardi e Narducci che poi hanno ritirato la firma il mese scorso&quot;. Un atto che, secondo alcuni firmatari del testo, come l&#8217;azzurro Gregorio Fontana, ha di fatto messo un freno al provvedimento: &quot;personalmente &#8211; dice Fontana &#8211; la proposta, nata con intento di pacificazione, &egrave; venuta meno quando il Pd ha ritirato le proprie firme&quot;. </p>
<p>Pd che esprime soddisfazione per la scelta del premier. &quot;Mi hanno detto &#8211; ironizza Franceschini &#8211; che poteva essere un boomerang invitare Berlusconi in piazza per il 25 aprile. Poi gli ho chiesto anche di ritirare la pdl. Questa seconda cosa &egrave; un boomerang o una cosa buona?&quot;. Insomma, aggiunge la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro: &quot;Quello che sta succedendo in queste ore &egrave; un successo della nostra iniziativa politica ma &egrave; soprattutto qualcosa che conforta gli italiani che hanno a cuore la verit&agrave; della storia, la democrazia, la nostra Costituzione e i principi che ne costituiscono il fondamento&quot;. La senatrice d&agrave; comunque atto al presidente del Consiglio di &quot;parole e atti importanti&quot;. </p>
<p>Per l&#8217;Italia dei valori il gesto del premier di ritirare la proposta, per&ograve;, non basta. &quot;Aprirgli una linea di credito &#8211; dice il presidente dei senatori del partito, Felice Belisario &#8211; dopo 15 anni di cattivi provvedimenti &egrave; davvero difficile, ma per verificare davvero se &egrave; davvero terminata la fase in cui si considera proprietario dello Stato, aspettiamo le prossime mosse&quot;. Oggi, intanto, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, simbolicamente, &egrave; andato al cimitero Maggiore di Milano dove ha deposto due mazzi di fiori, dove sono sepolti i partigiani milanesi, e dove ci sono le tombe dei combattenti della Repubblica sociale italiana.<strong><br />
</strong></p>
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		<title>: CATALDO (PDL), DOPO CRISI CON MPA SINDACO SEGESTA SI DIMETTA</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 08:28:49 +0000</pubDate>
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SICILIA: CATALDO (PDL), DOPO CRISI CON MPA SINDACO SEGESTA SI DIMETTA 



(ASCA) &#8211; Palermo, 21 apr &#8211; &#8221;La crisi scoppiata all&#8217;interno dell&#8217;amministrazione di Calatafimi-Segesta guidata da Ferrara e culminata con le dimissioni del vice-sindaco Giacalone e dell&#8217;assessore al personale Simone (entrambi in quota Mpa) e&#8217; la riprova di cio&#8217; che da tempo ormai sosteniamo, ovvero [...]]]></description>
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<tbody>
<tr valign="top">
<td class="testo_standard"><strong>SICILIA: CATALDO (PDL), DOPO CRISI CON MPA SINDACO SEGESTA SI DIMETTA </strong></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td class="testo_standard"></p>
<p>(ASCA) &#8211; Palermo, 21 apr &#8211; &#8221;La crisi scoppiata all&#8217;interno dell&#8217;amministrazione di Calatafimi-Segesta guidata da Ferrara e culminata con le dimissioni del vice-sindaco Giacalone e dell&#8217;assessore al personale Simone (entrambi in quota Mpa) e&#8217; la riprova di cio&#8217; che da tempo ormai sosteniamo, ovvero che il sindaco farebbe bene a concludere qui il suo mandato, poiche&#8217; totalmente incapace di governare la citta&#8221;&#8217;. Lo dichiara Daniele Cataldo, capogruppo di A.N. oggi consigliere comunale del costituendo Pdl, ricordando che &#8221;quella al governo della citta&#8217; e&#8217; una classe dirigente priva di progettualita&#8217; politica&#8221;.</p>
<p>            &#8221;Tuttavia &#8211; aggiunge Cataldo &#8211; siamo certi che la crisi rientrera&#8217;, poiche&#8217; quella in atto, e&#8217; solo una squallida lotta per il potere che crea instabilita&#8217; politica e che sta mettendo in ginocchio la nostra citta&#8217;. Il Pdl &#8211; conclude &#8211; e&#8217; alternativo a tale scellerato modo di governare e ripropone, aggiornandolo, il modello Cristaldi che ha rappresentato una fase di grande rilancio e sviluppo non solo per la citta&#8217; ma anche per l&#8217;intero popolo calatafimese&#8221;.<br />
            &nbsp;</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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